15 visitatori online
Toro Channel TV
CLASSIFICA
DOPO LA 42° GIORNATA
LECCE
75
CESENA
74
BRESCIA
72
SASSUOLO
69
TORINO
68
CITTADELLA
66
GROSSETO
61
CROTONE
60
ASCOLI
57
EMPOLI
56
ALBINOLEFFE
55
REGGINA
54
MODENA
54
VICENZA
53
PIACENZA
53
FROSINONE
53
ANCONA
52
PADOVA
51
TRIESTINA
51
MANTOVA
48
GALLIPOLI
40
SALERNITANA
17

 

Untitled Document

logo_torcida

Il commento di mister Y

LA TESSERA (UNA STERILE QUERELLE)

LA TESSERA (UNA STERILE QUERELLE)

Il commento di Mister Y

tessera_tifoso_gianQuando nel nostro paese accade qualcosa di strano come consuetudine siamo “usi” ad indignarci immediatamente per poi lasciare affievolire il tutto nel giro di pochi giorni e anche il crimine più efferato viene presto dimenticato, il polverone sollevato, pian piano si dissolve come se nulla fosse accaduto, come si fosse trattato solo di un sogno.
Così succede che a prevalere è il sentimento dell’ “Homo Medius”, o della categoria “Alpha Minus”, come li amava definire Aldous Huxley in un suo celebre racconto.
Allora emergono i soliti sentimenti che danno poi la “stura” alle famigerate chiacchiere da bar.
Ad esempio, si da per scontato che, “i ciclisti siano tutti dopati ”, che “ tutte le squadre di calcio, si mantengono in vita nutrendosi l’un l’altra di “biscotti”, oppure che “ tutti gli arbitri sono in malafede “, che “tutti i politici rubano“, per poi arrivare all’ascolto della tragica, consueta e fatidica frase “Lo facevano gli altri, perché non dovrebbero farlo anche questi? ”.
Già, parole sacrosante, ma solo se proferite davanti ad un caffè accompagnato da un grappino, meno importanti lo diventano se esse vengono analizzate in fondo.
Perché, se si dovessero avvallare quelle frasi come emblema di schiettezza e di verità, come si potrebbe poi tornar indietro?.
Se così fosse, allora varrebbe tutto, quindi asserire che “una ragazza merita di essere violentata se va in giro vestita in maniera provocante o succinta ”, che “ il ponte sullo stretto è un’opera importante e chi se ne frega se poi la Sicilia non sarà piu’ di fatto un’isola o se le ventimila persone che vivono di quell’indotto perderanno il posto di lavoro “.
Se tutto vale e se tutto ciò che si dice è valido, allora perché non dire che “ la camorra è buona perché da lavoro ai disperati “, o dire che “ la Mafia non esiste “ e via dicendo.
Ma non sono convinto che questo sia ciò che realmente la gente pensa, ma spesso, me compreso, ci si ferma sempre alla copertina, evitando di guardare dentro le pagine, forse per paura di scoprire che la verità è un’altra.
Il mio è un ragionamento “politico” e non “partitico” legato alla realtà dei fatti e al suo impatto sulla società visto con i miei occhi.
Mi spiego, premesso che il provvedimento legato alla “tessera del tifoso” a mio avviso usando un celebre frase di Paolo Villaggio si tratti di “una cagata pazzesca”, mi interrogo tuttavia, su che cosa non sia annoverabile nella categoria delle cagate pazzesche.
Mi soffermo a pensare ai risvolti che questa vicenda sta suscitando, tra la totale disinformazione, il ricorso ad estemporanee iniziative arbitrarie che appaiono fuori dalla logica civile e della costituzionalità molto più del rilascio della tessera stessa.
Quando ci si indigna per la proposizione della tessera del tifoso e si afferma che essa è parte di un provvedimento anti costituzionale, che tarpa la libertà individuale, mi chiedo come mai tante persone non si indignano allo stesso modo per scelte molto più gravi e di fatto, quelle si anticostituzionali del nostro attuale (attuale?) governo?.
Citava il grandissimo Giorgio Gaber “perché non squillano le mie trombe per gli attentati, i rapimenti, per i giovani drogati o per le bombe?”.
Sono convinto, che tra tante di quelle persone che ora protestano per tessera vi siano tantissimi che hanno votato per il centro destra e magari sono anche d’accordo di avere in città i centri di permanenza territoriale, dei veri campi di concentramento, che quelli si, privano della libertà individuale, ma quelli si sa, sono extracomunitari “carne da macello”, non meritevoli di vita e di rispetto, quindi secondo una concezione, stile chiacchiere da bar di cui sopra, quello va bene, perché se cosi’ non fosse non capisco come mai questo governo (a parte una piccola parentesi Prodiana) sia li in piedi dal 1994, un governo di estrazione liberista, che continua ad emettere i provvedimenti più illiberali della storia democratica del nostro paese, con il tacito silenzio assenso dei cittadini (rubavano gli altri, giusto che rubino pure loro! ).
Se silenziosamente, si è permesso a questa coalizione di far passare ogni simile porcata senza mai lamentarci di nulla, adesso di che cosa e per che cosa ci si indigna?.
La scelta della tessera del tifoso, rimane circoscritta ad una precisa volontà dell’utente, il quale non sceglie se fare l’abbonamento, ma sceglie se andare a vedere la partita allo stadio o guardarsela in casa.
Ribadendo che la tessera del tifoso è una stupidaggine non ne afferro però lo scandalo.
La schedatura?, ma davvero crediamo di non essere schedati, lo siamo dal primo momento, dal primo vagito che abbiamo emesso venendo al mondo.
Non userò slogan tipo comunista anni settanta del tipo “la C.I.A. ci spia sotto gli occhi della polizia” ma nemmeno voglio vivere o pensare di poterlo fare sulle nuvole o in un castello in aria.
Abbonarsi è una scelta libera di ciascun individuo, si chiama libero arbitrio, per abbonarsi a qualsiasi cosa si devono necessariamente rilasciare i dati, per ricevere un servizio, per accedere i club o associazioni ecc.
Se abbonarsi è una libera scelta, la stessa comunque è sempre, costituzionalmente e democraticamente soggetta al rispetto delle “regole”.
E parlo di abbonamenti in generale, alla G.T.T., a teatro.
Se la scelta è libera e consapevole, in quale modo può venire violata la privacy se vengono richiesti i dati?.
Se vogliamo noleggiare una autovettura ed essa ci serve spesso, abbiamo due strade, la noleggiamo volta per volta, oppure, lasciamo i dati, ci facciamo fare una tessera fidelizzata, e possiamo noleggiare auto a prezzi di favore, è una scelta personale, come quella di rilasciare le proprie generalità, come si può accedere a dei servizi senza far sapere chi è che li richiede?.
Se vuoi comperare un televisore anche, o lo comperi nel negozio di elettrodomestici e con quel prezzo ne prenderesti due, oppure vai in un centro commerciale rilasci i tuoi dati, e ti danno una card, con la quale hai sconti e ricevi punti, cosi’ pure per i distributori di benzina e altre attività commerciali.
Nessuno impone alla gente di farsi una tessera, ripeto fino alla noia, è una scelta personale e il rilascio dei dati NON rappresenta una violazione della privacy o una limitazione della libertà personale.
Allora, se non ci facciamo nessun tipo di problema a riempirci il portafoglio di tessere, in questo caso, che problema c’è a farsi rilasciare una “ridicola ed inutile” tessera del tifoso?.
Il problema è una reale preoccupazione legate ai diritti civili oppure è una insofferenza di pochi per via delle limitazioni di chi ha subito un provvedimento Daspo?.
Io propendo più per la seconda ipotesi, ma potrei sbagliarmi, ma se cosi’ fosse allora, in questo caso, dovremmo bloccare ogni cosa, non solo la tessera del tifoso.
Dovremmo scendere in piazza per far sospendere la Bolkestein che rovinerà le attività mercatali, chiedere di non creare Ministeri apposta per non far processare gli amici, dovremo chiedere che il falso in bilancio torni ad essere un reato, che i giornali possano scrivere senza rischiare censure, che chi ha la fedina penale non sia eleggibile o addirittura non possa essere ministro e chiedere che un politico della Repubblica Italiana non offenda il nostro inno nazionale o la Bandiera, nulla di tutto questo accade, ma la tessera del tifoso è diventato un caso da Amnesty International, più importante di una richiesta di rogatoria internazionale contro la mutilazione dei genitali femminili, tutto questo non fa altro che aiutare chi vuole mettere fumo negli occhi della gente costringendoci a parlare di argomenti da bar, quando i problemi seri sono altri, cosi’ facendo, sono riusciti a metterci tutti uno contro l’altro, hanno vinto loro, e se la polemica continuerà, vinceranno ancora di più.
Anche ora premetto e concordo che alcune procedure che affibbiano a qualcuno un provvedimento DASPO sono assolutamente R.I.D.I.C.O.L.E., vorrei ricordare però che se apri un conto corrente in banca e fai la carta di credito o il bancomat (di nuovo libera scelta individuale) se per caso finisci sotto e vai in rosso, ti chiedono di rientrare se non ci riesci, ti chiudono il conto, ma peggio ti segnalano come cattivo pagatore e per anni farai fatica a farti prestare anche solo cento euro, questo io lo chiamo DASPO amministrativo, non so voi.
Quante volte ci siamo detti “Anziché schedare le persone che fanno casino, schedano noi?”, bene sono parole SACROSANTE, se si limitassero a bloccare i rompi palle non dovremmo parlare di nulla, perchè non dico noi, ma loro, quelli della questura sanno benissimo chi sono, se facessero quello il problema sarebbe risolto già da tempo, tuttavia, adesso che si applica una norma, che ripeto è sbagliata perché fatta al contrario, ma comunque che impedisce a chi ha qualche pendenza di accedere allo stadio, adesso non va bene nemmeno cosi’.
Ma lo sappiamo, il problema è culturale, noi siamo italiani e per natura, è nel nostro d.n.a. siamo refrattari al rispetto delle regole.
Qualsiasi provvedimento arrivi da chi governa, sia esso di destra, di centro, di sinistra viene mal digerito dimenticandoci però che al tempo stesso, ogni regola che in Italia viene creata, risulta poi dopo qualche tempo lettera morta.
Ad esempio ci hanno fatto comperare i giubbotti ad alta visibilità da tenere in auto, dicendoci che in caso di controllo i vigili o i carabinieri ci avrebbero chiesto se lo avessimo in macchina, pena una multa, bene, sono stato fermato un decina di volte , nessuno me lo ha mai chiesto, prova evidente che le leggi da noi spesso restano solo scritte sulla carta, applicate poco e male.
Quante volte in televisione sentiamo dire, ad esempio in Campania, quando succede una sciagura “è lo stato che ci deve pensare!”, poi, quando lo stato ci pensa e ammanetta un boss, le stesse persone che invocavano l’impegno dello stato sono le prime ad assaltare la caserma la caserma dei carabinieri per liberare il boss tapino finito in manette?.
Noi siamo cosi’, le regole non ci piacciono, o meglio, ci piacciono e le invochiamo fino a quando esse non ci toccano direttamente, allora urliamo di dolore per la lesa violazione della libertà personale, siamo un popolo bizzarro ma è anche il bello del nostro paese, ma io preferisco cosi’ anziché tutti allineati e coperti.
La tessera del tifoso è certamente una imposizione IDIOTA che mi trova assolutamente contrario tuttavia qualche anno fa, qualcuno propose la carta del tifoso granata, io la feci, come molti altri, e rilasciai i dati e non so nemmeno a chi, non era ben specificato, con quella carta non si fece nulla, non ricevetti alcuno sconto e quella carta era assolutamente inutile, o meglio, fu utile solo a chi la inventò che incassò qualche soldino, ma molti di noi la facemmo senza batter ciglio, (ne allego la foto per ricordarla).
E’ sempre molto sottile la linea che divide la logica dal buon senso, in questo caso, hanno inventato, senza logica, la tessera del tifoso, io ritengo che chi la contesta debba usare invece il buon senso che a Roma non hanno.
Io sono CONTRO la tessera del tifoso, ma LA FARO’ per protesta, per dire a questi soloni “Vedete, abbiamo fatto anche questo, bene, eccovi i miei dati !”.
Però adesso, quando uno darà fuoco a un seggiolino lo prendete e non vi limitate a multate solo la società e quando dei tifosi del settore ospiti, lanceranno di nuovo delle bombe carta (tipo supporters doriani) sfiorando il mio amico Beppe in Curva Primavera, li beccate e li rinchiudete e non multate la società e basta.
Squalificate il campo, ma lo squalificate per davvero e senza guardare di che colore sono le casacche, come quest’anno quando i supporters juventini hanno mezzo devastato la “Maratona” durante la gara con il Bologna ma non mi pare sia stato squalificato il campo e non sto parlando da tifoso, parlo di applicare le regole che voi avete scritto e che ci ripetete di continuo dagli altoparlanti.
Se grazie alla tessera, caro Ministro dell’Interno, si riuscirà a risolvere tutto questo allora la tessera del tifoso sarà stata utile.
Ma siccome credo che nulla di tutto ciò accadrà e invece ritengo, come tanti altri, che dietro alla tessera ci siano ben altri interessi, sarà la dimostrazione che si tratta dell’ennesima burla e allora la mia tessera del tifoso andrà a tenere compagnia alle dodici tessere dei vari gestori di benzine, a quella della F.n.a.c. e quella di Media World, quella del Bennet e via dicendo dimostrando cosi’ che tutto questo fumo sprigionato in questa calda estate non creerà nessun arrosto, ma solo una nuova inutile scheda la quale, se fissata bene tra i raggi della bicicletta con una pinza per bucato, servirà a riprodurre quel rumore che simulava quello di un motorino, come facevo da ragazzino, almeno sarà un utilizzo simpatico e per certi versi utile di una tessera inutile che sta creando una sterile e stucchevole querelle.

Gian Piero


Leggi 1 Commenti... >>
 

300 FIGURINE PER "PUPI"

Il commento di mister Y

pupi_gian300 FIGURINE PER "PUPI"

La pubertà e gli anni dell’adolescenza li ho trascorsi suddividendo il mio tempo tra lo studio della musica, gli allenamenti di basket e i pomeriggi al “Fila”.
Ci andavamo quasi tutti i giorni, anche quando non c’era allenamento perchè comunque c’era sempre qualcuno che si esercitava da solo.
Con i miei amichetti, nei primi anni di frequentazione ci sedevamo nella zone dei parterre cercando di ottenere il più possibile una visione a “pelo d’erba”.
Qualche anno dopo, ricordo che abbandonai quella nostra abituale postazione, per la più “gratificante” ultima seggiola in alto a destra della tribuna in legno, dove mi sedevo con la fidanzatina di turno e mentre si guardava la partitella di allenamento, tra un gol e l’altro ci scappava qualche bacio.
Da quella posizione in alto, si vedeva bene la suddivisione naturale che i frequentatori del “Fila”, non tifosi, ma “popolo granata”, si erano dati senza un regola scritta.
Sul lato destro della tribuna, cioè verso via Filadelfia, sedevano i “vejot”, pensionati, nonni e nipotini, in quella zona era impossibile non sentir parlare di aneddoti o episodi legati al periodo in cui in al “Fila” erano di scena “gli immortali”.
Il settore centrale della tribuna, per come lo ricordo io era occupato da quelli della “Maratona”, quelli più presenti sia agli allenamenti che alle partite, sia della prima squadra, che della Primavera, “i ragazzi del Fila” che allora aveva un discreto seguito.
La parte sinistra invece solitamente era occupata dai curiosi della prima ora, nipotini scappati al gruppo dei “vejot” che si mettevano a giocare in un angolo, c’era persone di mezza età, giovani, ragazzi e ragazze.
Si respirava Toro in ogni angolo.
Quando gi allenamenti finivamo, io e i miei amici si restava ancora un po’ a guardare alcuni giocatori che rimanevano in campo per provare ancora delle cose tipo rigori o punizioni, come “Pupi” o “Ciccio”, poi ci spostavamo fuori aspettando l’uscita dei giocatori per farci firmare gli autografi.
Ricordo che in quegli anni finiì con l’avere tanti di quegli autografi che li utilizzai per farmi un bel “gruzzoletto” con i compagni di classe che me li chiedevano.
Come segno dei tempi che cambiano, mi piace ricordare che per ogni autografo che riuscivo a procurare, mi facevo pagare, si, ma in figurine Panini, per l’autografo di “Pupi”, pretendevo 300 “figu”, che poi investivo nelle gare interminabili di “colletto”, a “maglia” o a “muro”.
Ora i ragazzi probabilmente si farebbero pagare con ricariche telefoniche.
Si, sto proprio invecchiando, comincio a parlare del passato come gli anziani, ma quanto era “romantico” quel periodo e come tutto era più lento, meno esasperato e soprattutto molto armonioso.
Il “Fila” era davvero la casa di tutti, dei dirigenti, mi ricordo le passeggiate dell’Avvocato Cozzolino con il Presidente Pianelli, dei giocatori che si intrattenevano anche più del necessario a parlare e poi la gente, tanta gente, noi, i granata, si granata, “un colore solo per tutta la vita”.
Anche quando le cose non andavano bene, non ci sono mai stati eccessi, sarebbe bello riuscire a recuperare quei momenti e quei valori, ma altrettanto vero è che i tempi sono davvero cambiati.
Ricordo che i giocatori entravano con la propria auto e la parcheggiavano dietro la tribuna senza preoccuparsi di nulla, anche se i tempi fossero stati difficili non sarebbe accaduto nulla.
Non sono altrettanto convinto che la stessa cosa potrebbe ripetersi ora, qualora si ricostruisse il “Fila”.
Le auto parcheggiate sotto la tribuna sarebbero presidiate o transennate, in caso di stagione disastrosa sarebbero le prime ad essere mira della rabbia di alcuni.
Intendiamoci bene, con questo non sto affermando che siamo diventati teppisti, e dico siamo così mi ci metto dentro anche io a scanso di equivoci, intendo invece dire che i tempi sono radicalmente mutati dal quel periodo.
Da quando il “Fila” è crollato e si sono venduti i mattoni come un mercimonio tale che avrebbe scatenato l’ira di qualcun altro quando se la prese con i mercanti nel tempio, da quando ci hanno strappato quel pezzo di vita anche il sentimento comune si è inaridito.
Ed è da questo che credo sia necessario ripartire riprendendoci pian piano un pensiero, una identità comune, una unica visione della nostra identità e da li ricostruire qualcosa che rassomigli a tutto ciò che le ruspe ci hanno portato via.
Le Vuvuzelas sono i tamburi del nuovo millennio, ma i quelli che si percuotevano in “Maratona” erano ben altra cosa.
Li sento ancora nelle orecchie quando penso alle partite vissute al Comunale, striscioni, tamburi, fumogeni bianchi e granata, poi, i cori della “Maratona”, che facevano tremare le finestre delle case di Corso Sebastopoli.
Che bello ragazzi, che meraviglia, la più bella curva d’Italia.
E il mio sogno, so che spesso i sogni muoiono all’alba, ma talvolta i sogni si trasformano in realtà.
Io ci spero ancora, ci spererò sempre anche se per adesso per sentire l’eco di quei giorni, per respirane il clima e gli odori di quelle domeniche devo andare a Grugliasco (per fortuna questo c’è) al museo dell’amico Mecu Beccaria.
Ma io non smetto di crederci, almeno questo, il CREDERCI non me lo potrà togliere nessuno, mentre una lacrima scende a segnare il viso di chi passando da Via Filadelfia, volge lo sguardo verso sinistra, verso il luogo nel quale ha passato tanti anni bella della propria vita e che non dimenticherà mai.

Leggi 1 Commenti... >>
 

Abbiamo perso (un) lustro

IL COMMENTO DI MISTER Y

gian3Abbiamo perso (un) lustro

Cinque anni fa, mi trovavo al Fila dove era stato organizzato un estemporaneo Sit In tra tutte le persone che avevano a Cuore le sorti del Toro.
Eravamo nel pieno del marasma “Cimmitilliano” e anche il caldo ci metteva del suo per spremere e affaticare non solo il fisico ma anche la mente.
Quella sera, mi ricordo, salii sulle gradinata e mi feci passare un megafono e dissi quello che in quel momento realmente provavo.
All’orizzonte non c’erano ancora i Lodisti, i Giovannoni o i Cairi, non c’era nulla, ma peggio era, che non c’era il nulla del nulla, tutti spariti, tutti scappati, tutti chiusi in rifugi antibomba per sfuggire all’ira della tifoseria.
Quella sera, ricordo bene, la sensazione che pervase tutti quanti noi era di totale abbandono, eravamo soli e pareva che noi, un gruppetto di un migliaio di tifosi fossimo gli unici rimasti a voler tenere in piedi almeno il piano terreno dell’edificio imploso miseramente.
Totalmente abbandonati a noi stessi, posto che mai, pure nella gestione Cimminelli ci fossimo mai sentiti parte coinvolta in quella avventura, seppure io, a distanza di anni continuo a ripetere che il Toro dell’era Cimminelli è stato, a mio parere, uno dei più forti degli ultimi quindici anni, basti dare uno scorso ai nomi che ci giocavano e dove sono poi andati per dedurre che tutto sommato quella squadra, era per certi versi molto più forte di quella sciagurata banda che fino a gennaio 2010 ci ha fatto vedere spettacoli indecorosi.
Tornando a quella sera di Luglio, si sapeva da poche ore che il Toro era stato cancellato sia dalla serie A che dal panorama del calcio professionistico, con un tam tam ci siamo passati parola e ritrovati al Fila con le facce smarrite, ricordo ancora lo sconforto negli occhi di Malgaro, mentre col megafono diceva, “non che dire ma vi amo tutti!”.
Anche io presi il megafono e dissi che ora eravamo davvero soli, che non avremmo dovuto contare sull’aiuto di nessuno, che non sarebbe arrivato da parte di politici e V.i.p. (?) granata, nessuno tipo di aiuto, anzi, il fatto che nessuno fosse presente quella sera, ne era l’esempio più lampante.
Lanciai la mia provocazione, proposi ai presenti, di fare comunque un gesto eclatante, come ultimo urlo disperato a segnalare la nostra voglia di resister, dissi a tutti i presenti di passare parola ai loro parenti amici che da li a qualche mese avrebbero fatto i volontari per e nelle olimpiadi invernali, a disertare il loro impegno facendo pervenire un certificato medico, ventiquattro ore prima dell’inizio della cerimonia di apertura, in modo da mandare in crisi il Comitato Organizzatore e fare capire a molta gente, che meritavamo rispetto e quale tragedia sportiva, umana e di identità noi stessimo vivendo.
Ricordo che quella mia proposta fu accolta positivamente e il giorno dopo, come era prevedibile, un consigliere della Lega, del quale non ricordo il nome ma ritrovando LA STAMPA di quel periodo potrei ritrovarlo, fece uscire una dichiarazione, spacciando per sua quella mia proposta.
Si sa, certi politici non vedono l’ora di “cavalcare la tigre” in questo caso, “cavalcare il Toro” per farsi belli e prendersi un pizzico di notorietà.
Peccato che poi, a distanza di anni, il partito di quel Consigliere, ha continuato a cavalcare questa onda e con slogan mirati ha promesso la ricostruzione del Fila qualora fossero giunti al governo della Regione.
Beh al governo ci sono arrivati, ma il Fila resta sempre una vergogna senza fine, una ferita aperta, una carie (o caire? :=) ) in attesa di otturazione.
“Passata la festa, gabbato il santo” dice il saggio.
Ricordo che quando, in tempi non sospetti, tra Gennaio e  Febbraio di quest’anno, sulla vicenda Fila e su quella relativa ad altri aspetti della stessa storia, dissi come la pensavo, fui sommerso di critiche (dico critiche per essere elegante molto piu’ di chi mi ha offeso).
Ma in fondo dissi soltanto, di non fidarsi dei proclami e che passate le elezioni, tutto sarebbe tornato come prima e, per non fare il presuntuoso dicendo “io lo avevo detto” preferisco che a parlare per me sia una celebre frase del Gattopardo di Tomasi di Lampedusa, quando si afferma “Bisogna che tutto cambi, perché tutto resto come prima” ed è quello che è successo.
Tomasi di Lampedusa non era di certo uomo “piccolo” e sapeva veder lontano nella mente della gente e con gli occhi di si sa vivere il suo tempo e riconoscere l’humus che lo circonda assaporandone ogni fragranza, distinguendone ogni sfumatura.
Mi rendo conto di aver fatto una lunga premessa e me ne scuso , ma visto il silenzio attuale (paradossalmente lo stesso silenzio dello scorso anno, rileggesi “Il Silenzio è (L)’oro” pubblicato su Torcida Granata e sul mio Facebook nel Luglio 2009) circa le intenzioni della Società non posso far altro che prendere atto che pur continuando a sollevare obiezioni e/o distinguo in merito alla, a mio avviso, sciagurata gestione del nostro “sommo condottiero”, non so davvero che altro dire, ma quello che più mi perplime e constatare che ancora per tanti egli è il nostro Yehoshua ben yosef, il salvatore.
Beh, sperando che questo non sia l’ennesimo soffocante silenzio estivo, che sfocia poi nel nulla, mi domando se il copione di questo film prima o poi cambierà.
Perché sembra che ormai ci siamo rassegnati anche nel vedere le repliche.
Noi si paga il canone della R.A.I. per poi beccarci regolarmente ad ogni estate, le repliche di quella porta sfiga della Jessica Fletcher (La Signora in Giallo) quando lei arriva, uno muore, oppure le ormai sbiadite immagini di Derrik, Colombo, Love Boat ecc.
Lo sappiamo che ogni estate ci arrivano addosso, è sempre lo stesso film, la solita minestra riscaldata, servita con cinismo a noi mentre fuori ci sono trentotto gradi e noi, mesti la subiamo, perché cambiando canale la storia è la stessa.
Quindi, tornando al nostro Toro, mi devo di nuovo rassegnare? Devo prepararmi ad assistere a nuove repliche?, perché le domande me lo pongo e credo di non essere l’unico, ci sono tanti quesiti che vale la pena di porre, ad esempio, Lerda, sarà il primo allenatore dell’era Cairo a mangiare il panettone e la colomba?, oppure Petrachi sarà il primo D.s. non esonerato a Gennaio?.
Qualcuno mi aiuti, non so che devo fare o cosa sperare.
Se penso che anche quest’anno al direttore sportivo sono stati dati 3 euro, con preghiera di portare indietro il resto e non lasciarlo di mancia, resto sgomento.
Se penso che solo sei anni fa, si trattavano acquisti o prestiti con squadre di serie A e ora si fatica a prendere mezzo cartellino di un giocatore della la JUVE STABIA (Juve, che nome triste) della Citronese o della Sfigatella, allo sgomento si aggiunge la rassegnazione.
Dite pure che sono il solito disfattista, ma io invece sogno il giorno in cui potrò urlare con tutto il fiato in gola “Mi Sono Sbagliato !!!!!!!”, “Fustigatemi e perdonatemi!”, io questo giorno lo sogno da tanto, perché sarà un giorno straordinariamente bello, in cui saremo di nuovo un cuore solo che sostiene un Società vero.
Questo giorno lo sogno da tanto, da cinque anni, un intero lustro, per ora abbiamo perso sia un lustro oltre ad aver perso lustro in tutto.
Mister Y

Leggi 0 Commenti... >>
 

Aspettando Cairot ....

Il commento di Mister Y

godotAspettando Cairot ....

Dopo essere intevenuto in una discussione tra chi e pro o contro Cairo, mi sono sentito in obbligo di dire affermare quanto segue.
Ognuno è libero di essere pro o contro Cairo.
Io personalmente sono contro fin dal primo giorno come molti sanno.
Una mia considerazione, che esce fuori da questa querelle ma che ho il piacere di porre come eventuale punto di discussione è questa.
A me personalmente spiace constatare che alcuni di quelli che stanno dalla parte di Cairo fanno parte di quella categoria che vanno allo stadio solo alla gara di finale, come altrettanto mi spiace che alcuni di quelli che stanno contro Cairo vanno allo stadio solo il gionro della finale.
A me piacerebbe vedere sia chi è pro o contro Cairo essere presente sempre, con lA pioggiA, lA neve, il sole, lA grAndine, urlAndo forzA Toro.
Perchè il problema non è essere pro o contro Cairo, l'obbligo E' ESSERE PRO TORO SEMPRE!, i Presidenti vanno e vengono, i cretini nascono e muoiono, gli intelligenti pure, ma il TORO deve essere sempre il NOSTRO punto fermo.
La cosa che stride in tutto questo e personalmente continua ad idignarmi è che, prima la Società fa uscire comunicati nei quali si ringrazia la gande passione del "popolo granata" che in massa ha riempito lo stadio contro il Brescia, si impegna molto nel far uscire una dichiarazione nella quale si annuncia che si è "recuperato l'amore dei tifosi per la squadra?" (Come se fosse mai venuto meno), poi per tutto ringraziamento, NON si allestisce un maxi schermo, CI fanno vedere la partita in un parcheggio per camionisti fuori città con le mignotte poco distanti, Infine, per siglare il nuovo amore tra tifosi e squadra, si sceglie di fare il ritiro, non a Sestriere o Macugnaga o Courmayeur, ma a NORCIA, segno evidente che si vuole stare lontani da contesatazioni o problemi vari.
Questo per me non è una maniera giusta di gestire la Società, tanto meno, gratificare ed esaltare questo "nuovo?" feeling tra squadra e tifoseria, ma chi ha sparato questa cazzate sul "nuovo?" feeling tra tifoseria e squadra, EVIDENZIA CHIARAMENTE di non essere del TORO e di non capire dove si trova.
Evito di entrare dentro ad altri particolari, lo faccio già scrivendo su Torcida Granata, tuttavia, come dice il mio amico MECU, criticare E' SACROSANTO, a forza di ripeterci di aspettare per giudicare, ci sono già bambini che inizieranno le elementari dall'avvento di Cairo, il mio augurio è di poterli vedere iscritti alle medie con una situazione decisamente piu' chiara, quanto meno ancora in VITA, perchè di questo passo a forza di aspettare, si fa la fine di Samuel Beckett, aspettando GODOT, non si va da nessuna parte, aspettando CAIROT, si muore lentamente continuando ad aspettare.

MISTER Y


Leggi 0 Commenti... >>
 

AL PARADISO DEL CAMIONISTA

Il commento di mister Y

gian3AL PARADISO DEL CAMIONISTA
(Mancavano solo le prostitute, o c'erano?)

Prima di scrivere questo articolo, ho lasciato sbollire la rabbia e la delusione della finale contro il Brescia.
Domenica sera, ho scelto di non andare a in quella città, per tre precisi motivi.
Il primo è quello che in questo periodo diciamo che non navigo proprio nell’oro, il secondo e che le trasferte di quest’ anno, ad Ivrea, Empoli, Modena, Grosseto e Piacenza mi sono bastate eccome, mentre la terza motivazione è quella che non avevo nessuna intenzione di passare gli “immotivati” controlli in perfetto stile “Gestapo” ai quali, gli eroici miei fratelli e sorelle granata sono stati sottoposti prima di poter accedere allo Stadio Rigamonti, o magari beccarmi pietre o altre cose sulle testa.
Ho preferito optare per assistere alla finale di fronte ad un maxischermo, quello che il Prefetto ha vietato, il Comune non ha montato, quello che Cairo non ha nemmeno considerato, previsto ne preparato, quello che Sky ha osteggiato, insomma, mi sono comunque messo alla ricerca di un posto dove avrei potuto vedere la gara in compagnia anziché vederla e soffrire da solo, in compagnia si soffre meglio, una pacca sulla spalla ti arriva comunque.
In settimana mi sono detto “Certamente la Città, non si mostrerà insensibile alle speranze dei tifosi granata e metterà di sicuro un maxischermo, magari in piazza San Carlo! ”.
Ma come spesso accade, dimentico che la nostra maglia non è a strisce e che l’attenzione e il peso che la storia del Toro attuale, conta meno di niente, men che meno per chi amministra la nostra città.
Sono quindi andato con il mio amico Marco a vedere la partita a Druento, seduto in uno spiazzo antistante una pizzeria ristorante, nella quale, grazie alla sensibilità del proprietario, ed al sostegno del club “Secolo Granata”, si è permesso a tanta gente di poter assistere alla gara.
E’ giusto, ed è bene che si sappia, che in quello spiazzo della “zona industriale” di Druento posto piu’ adatto ad effusioni notturne e incontri clandestini, c’era molta gente, arrivata da Milano, Como, Reggio Emilia, Genova, Imperia, Ferrara, Firenze, Macerata.
Persone che hanno scelto di arrivare li, per poi andare a fare festa, eventualmente, in centro a Torino.
Beh, io ho provato vergogna per quella situazione, assurda, “felliniana” e totalmente paradossale.
Pur ritenendo assolutamente lodevole l’iniziativa del locale e del club, (la pizza era pure molto buona e la birra non era affatto male), non posso negare che mi sono vergognato sia per me, che per quelle persone che si sono sobbarcate chilometri per venire a vedere una partita in tv a Druento.
Se qualcuno aveva ancora qualche dubbio sull’amore dei tifosi per il cuore granata ieri sera si sarebbe definitivamente convinto del contrario, gente è partita da lontano per finire in uno spiazzo per camionisti, tutto questo mi ha lasciato l’amaro in bocca e questo fatto la dice lunga sulla considerazione che certe persone hanno nei confronti di chi si appassiona ed entusiasma per i colori granata, una situazione, a mio personale parere, mortificante mancavano solo le mignotte con il falò fatto con i copertoni e la scena sarebbe stata perfetta.
E’ possibile mai che un Prefetto neghi la piazza San Carlo adducendo motivi di ordine pubblico e il giorno dopo lascia montare il maxi schermo per far vedere la partita della nazionale?, ops della Juventuszionale, è possibile che il Sindaco non si sia attivato (a Marzo 2011 si vota n.d.a.) per far garantire la visione della gara a tutti, torinesi e non? per regalare una serata di passione collettiva?, è mai possibile che pur di non pagare diecimila o meno o piu’ euro di penale a Sky, si siano fatte parcheggiare centinaia di persone in uno spiazzo di una anonima zona industriale, tra capannoni, campers e immondizia a cumuli poco distante?.
Che tristezza.
Sia ben chiaro, lo ribadisco, il titolare della pizzeria e ristorante, cosi’ pure i ragazzi del club Secolo Granata, sono stati stupendi, nulla da eccepire, anzi, a loro va il mio grazie e quello di quello di tutte le persone presenti, ed erano tantissime.
Ma che debba essere un gestore di locale ad organizzare l’evento e non la Società o il Comune di Torino e stato proprio brutto.
Speriamo che la prossima stagione ci porti qualche gioia, e soprattutto non si debba lottare i play out, perché ho il timore che questa volta il maxischermo lo metteranno nella bocciofila di Prarostino, e lo dico con tutto il rispetto per chi abita a Prarostino e per la loro eventuale bocciofila.

Post scriptum velenosum

Da buon tifoso granata piagnone mi domando, se ci fosse stata una finale nella quale gli atleti fossero stati vestiti con una divisa a righe, la situazione sarebbe stata diversa? Assolutamente SI!.

Quindi, se la considerazione che abbiamo ottenuto è stata quella descritta, mi chiedo di che cosa ancora si ha bisogno per capire? Quali altri segni servono per aprire gli occhi?.
Ieri sera con Marco ci eravamo dati appuntamento presso un distributore di fronte all’area dell’ex Stadio delle Alpi, da dove si potevano vedere molto bene le tribune già montate del nuovo stadio dei “gobbi”.
Loro sono molto avanti con lavori, mentre noi come al solito, siamo con i lavori, in avanzato stato di putrefazione.
Ma è vero, sono un disfattista, dimenticavo che la lega ha promesso che rifarà il Filadelfia in tempi brevi, intanto deve trovare i milioni per sanare il buco di bilancio che ci ha regalato il governo, ma queste sono piccolezze, vedremo tra centoventi anni, di sicuro qualcosa si farà.
Dico fra cento venti anni, anche perché, alla luce della situazione attuale, credo che ci si debba preoccupare di tutto tranne che di uno stadio, l’identità, in questo momento non la si recupera ricostruendo uno stadio, (che tra l’altro a mio avviso, se non viene fatto seguendo i disegni originali non capisco a cosa serva), la memoria si conserva restaurando i monumenti e non facendone di nuovi sulle ceneri dei precedenti.
E’ un pò come se per restaurare la pietà di Michelangelo si scegliesse di sostituire la figura del cristo con una scultura raffigurante Raoul Bova, sarebbe certo gradito alle signore, ma sarebbe distrutta un’opera e cancellata e snaturata la sua memoria storica, per sempre.


Leggi 0 Commenti... >>
 
Altri Articoli...