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Parola granata

Ci aspettano tempi grigi ….. anzi Foschi

Parola granata ...... a cura di Daniele Parola

Ci aspettano tempi grigi ….. anzi Foschi

parola_granataE’ un Toro lento, molle e svogliato come troppo spesso nel recente passato, quello visto a Piacenza da un Foschi che forse si sarà finalmente rimangiato la sparata estiva circa il suo “ottimo lavoro” compiuto in sede di calcio mercato.

Una squadra quella granata ancora una volta in balia degli avversari, incapace di creare trame di gioco e vanamente aggrappata ai guizzi dei propri giocatori dotati di maggior talento, ben rappresentati in questo periodo da un irriconoscibile Di Michele.

Zero tiri in porta, assoluta mancanza di fantasia e di grinta, questi i termini con i quali si può riassumere la partita di Piacenza di una squadra che a livello di gioco a dire il vero non aveva entusiasmato neppure nelle prime apparizioni.

Ad aggravare poi la deprimente situazione granata, una gestione troppo allegra degli allenamenti, con una squadra che può vantare un numero di giorni di riposo immeritati e superiori a quelli delle altre squadre della cadetteria. A conferma di quanto sopra scritto, l’emblematico fatto di Trieste, con una Triestina che ha potuto beneficiare di un giorno extra di riposo in seguito alla bella vittoria contro i granata ed i Colantuono Boys che già alla vigilia della vergognosa prova in terra friulana, ben sapevano di poter contare su due giorni di “meritatissimo” riposo assoluto. E a rendere diabolica la perseveranza dell’errore, una ripresa degli allenamenti post Piacenza che prima dell’arrabbiatura di un Cairo finalmente determinato, era fissata per la giornata di mercoledì con nuovamente ben due giorni di riposo assolutamente gratuiti per gli inqualificabili giocatori grananata.

Cosa volete che siano del resto due giorni di lavoro in meno per una squadra costantemente sovrastata fisicamente ed atleticamente dall’avversario di turno, per una squadra che sotto il profilo della corsa ha sempre lasciato a desiderare fin dalla prima, sibillina partita ferragostana di Coppa Italia col Livorno?

Evidentemente vincitori di Palloni d’Oro come Shevchenko e Nedved (mamma mia chi mi tocca citare) che si allenavano duramente anche nei giorni di riposo non erano nient’altro che dei poveri allocchi.

Evidentemente campioni anche e soprattutto di tremendismo granata come Ferrini e Pulici che si fermavano a fine allenamento per esercizi e tiri supplementari sotto lo sguardo inflessibile del colbacco granata Giagnoni eran dei poveri sprovveduti.

Peccato che tutti gli sprovveduti sopraccitati possano vantare anche singolarmente successi sportivi non riscontrabili neppure sommando i “trionfi” e le presenze in nazionale dei “campionissimi” della squadra costruita dal genio di Foschi.

Peccato che non serva a nulla impregnarsi le camicie di sudore, tirar su le maniche quasi fino alle ascelle e cacciare urlacci in romanesco quando poi si frequenta la Sisport per il minor numero di giorni possibile e ci si ritrova a far queste figuracce per i campi secondari del panorama calcistico nazionale.

Forse servivano meno urla, forse servivano meno rivoluzioni, forse semplicemente bastava intensificare le sedute atletiche, come fatto nel recente passato dall’unico allenatore degno di nota degli ultimi quindici anni granata, ai secoli Giancarlo Camolese.

Un allenatore che quando ha potuto lavorare per un’intera stagione non ha mai fallito e che nella scorsa stagione era riuscito quanto meno a ridare un’anima e una certa fisicità ad una squadra che stava scivolando in B senza lottare, senza corsa, senza animo granata.

In poche settimane Camolese, complice un po’ di sfortuna e qualche errore arbitrale, non era riuscito a compiere il miracolo, ma era riuscito a mettere in campo nelle ultime giornate una squadra capace di creare occasioni da rete, di lottare su tutti i palloni grazie ad una ritrovata forma fisica della squadra, frutto di sessioni di allenamento raddoppiate, di ripetute sui 100 metri, di esercizi di Fartlek somministrati a ciclo continuo e sostenuto.

Ma Camolese è allenatore che non urla, che non parla di rivoluzioni. Inoltre il mister di San Mauro Torinese è persona seria e sobria nel rispetto del perfetto stile piemontese ed in più guadagna poco.

E a Cairo, tanto Signor Pantalone con tecnici e giocatori quanto inflessibile risparmiatore su tutte le altre voci a bilancio, queste caratteristiche non piacciono.

Il basso profilo, l’umiltà di Camolese inoltre cozzano non poco con lo stile un po’ berlusconiano del nostro Patron.

Che almeno prima sbagliava da solo.

Ma che ora, come ciliegina sulla torta andata a male, ha scelto di affidarsi al “progetto” del signor Foschi. Un direttore sportivo che si era presentato con l’acquistone di Rivalta, ultratrentenne terzino di riserva dell’Atalanta premiato con contratto pluriennale.

E se è vero che il buongiorno si vede dal mattino cari colleghi di tifo granata, ci aspettano ancora tempi grigi, anzi tempi Foschi..

Daniele Parola


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Un Toro incerottato contro la Reggina

Parola granata a cura di Daniele Parola

parola_granataÈ un Toro incerottato ed in grande emergenza quello che si appresta ad affrontare la Reggina di un Monzon  Novellino quanto mai in bilico. Dopo il fortunoso successo di Ascoli è giunta infatti la doccia fredda dall’infermeria granata dell’infortunio di Gasbarroni, che dovrà rimanere fermo ai box per circa un mese per il problema alla caviglia rimediato nell’immediata vigilia della trasferta nelle Marche a causa di una buca presente sul non irreprensibile campo di allenamento della Sisport.

La defezione del “Gas” granata, certamente uno dei giocatori apparsi più in forma in questo inizio di stagione, va ad aggiungersi a quelle praticamente certe di Zanetti, Vailatti e Rivalta, e con un Belinghieri uscito malconcio da Ascoli al termine di una gara finalmente frizzante, che lo ha visto pure andare a rete per la prima volta in stagione per il più classico dei goal dell’ex.

Utilissimo in tal senso potrà risultare il rientro di Leon, col fantasista honduregno di ritorno dalla sbornia della vittoriosa qualificazione mondiale, ottenuta peraltro anche grazie ad una sua fantastica doppietta nella sfida contro gli Stati Uniti e pronto ad occupare nello scacchiere di Colantuono la posizione lasciata vacante proprio da Gasbarroni e Belinghieri.

Preziosa al contempo potrà risultare la conferma in mediana dell’austriaco Saumel, tornato ad Ascoli dal primo minuto dopo otto mesi di problemi fisici di ogni tipo che ne avevano frenato l’ottimo inserimento nel campionato italiano.

Oltre a Saumel, troverà spazio a metacampo il regista Loviso, ancora lontano dalla forma migliore ma quanto mai indispensabile per dare fluidità al gioco granata, con un centrocampo che sarà completato da uno tra un Diana fin qui altalenante ed un Bottone troppo spesso dimenticato ai margini della rosa da Colantuono.

Confermatissima in attacco invece la coppia Bianchi-Di Michele, in un reparto che potrà nuovamente contare sulle importanti alternative di Arma e di Vantaggiato, al rientro dai rispettivi infortuni.

Molto probabile invece in difesa la riproposizione del reparto arretrato visto all’opera nelle prime giornate, con la coppia Pratali-Loria che concederà un turno di riposo al nazionale Under21 Ogbonna, col supporto sulle fasce da Colombo e Rubin, apparsi in ripresa nell’ultima, vincente apparizione.

Scontata infine la presenza tra i pali del superlativo Tyson Sereni degli ultimi tempi, uno dei tanti giocatori granata ad aver avuto un rapporto contrastato con l’attuale tecnico della Reggina Novellino

Singolare la vicenda del tecnico campano, il cui destino sulla panchina calabrese appare sempre più in bilico, con la trasferta di Torino che potrebbe rappresentare il capolinea dell’avventura di Monzon in riva allo stretto. Proprio la presenza dell’ex tecnico granata regala ancor più pepe ad una sfida che doveva rappresentare lo scontro tra le due squadre destinate ad ammazzare il campionato e che invece vede opposta ad un Torino fin qui un po’ troppo altalenante, una Reggina in pesante ritardo in classifica.

Da sottolineare come a Novellino e alla sua Reggina vengano mosse le stesse critiche che il tecnico cresciuto al Filadelfia aveva subito nella sua tormentatissima esperienza granata, con una squadra troppo lunga e sfilacciata, un gioco pressoché inesistente e una gran confusione tattica, ben testimoniata dal numero incredibile di moduli cambiati e di giocatori rilanciati e accantonati alla velocità della luce.

Impressionante poi il ricorso ai lanci lunghi dalla difesa per la testa di Bonazzoli, quasi a voler riproporre lo schema più visto a Torino sotto la gestione Novellino, con Di Loreto e Natali “battitori liberi”alla ricerca della pelata di Stellone. Delittuoso poi il ruolo centrale dato dall’ex tecnico doriano ai suoi pupilli Pagano, Volpi e Bonazzoli, apparsi, anche per sopraggiunti limiti di età, le sbiadite copie dei giocatori ammirati sulla sponda blucerchiata di Genova.

Insomma un Novellino vittima dei suoi ripetuti errori, pronto però a far lo sgambetto ai granata nel giorno dell’ultima spiaggia. Bisognerà fare pertanto molta attenzione, perché la Reggina può certamente vantare uno dei migliori organici della categoria e, se saprà mettere in campo la grinta del suo condottiero, potrà impensierire non poco i Colantuono’s boys.

Massima attenzione dunque, perché, anche se incerottato, il buon Monzon sogna di stendere al tappeto il suo amato Toro con uno di quei ganci che lo hanno reso celebre…


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Centrocampo sempre alla ricerca di una sua vera identità


Parola granata...

A cura di Daniele Parola

Centrocampo sempre alla ricerca di una sua vera identità

parola_granataE’ un Toro che sorride per il recupero di Colombo e soprattutto di Di Michele quello che si appresta ad affrontare l’Ancona dopo il pareggio al “Matusa” di Frosinone. Un pareggio quello in Ciociaria, che ha confermato pregi e virtù già messi in mostra dalla squadra granata nelle precedenti apparizioni. La truppa di Colantuono, pur dovendo rinunciare allo squalificato Capitano Di Michele, ha dimostrato infatti di possedere un reparto avanzato di prim’ordine con un Rolando Bianchi che ha confermato di attraversare uno straordinario momento di forma siglando una rete, colpendo due pali e fallendo un rigore e un Leon che, seppur in condizioni fisiche precarie, è stato protagonista di una prova esemplare che è risultata un mix perfetto di grinta e di quei colpi di genio che sono nelle corde del fantasista honduregno. Ottima anche la prova di un Gasbarroni volenteroso ma al contempo un po’ fumoso, capace però di procurarsi un rigore che sarebbe potuto essere importantissimo e protagonista di ripetute corse a perdifiato, davvero inaspettate per un giocatore che la scorsa stagione aveva impressionato negativamente per la condizione fisica decisamente precaria. In chiaroscuro invece la partita di un Vantaggiato ancora non in condizione e che pare dover ancora pagare dazio al fastidioso infortunio che gli ha fatto saltare buona parte della preparazione quando l’attaccante nativo di Brindisi ancora militava nelle fila del Parma e che, nelle previsioni della vigilia, doveva tenerlo lontano dai campi di gioco fino a metà ottobre.

Pessima invece come nel recente passato la prova del centrocampo, caratterizzato da un Loviso  impreciso in fase d’appoggio e dal raggio d’azione davvero limitato e da uno Zanetti non sufficientemente continuo nel pressing, con l’ottimo e grintosissimo Coppola che non è riuscito a trovare un valido appoggio nel lavoro sporco a centrocampo.

Non è risultata particolarmente brillante neppure la giornata della retroguardia granata, dove il fin qui ottimo Ogbonna è incappato in una giornata storta  e dove la fascia sinistra è risultata ancora una volta terreno di conquista degli avversari di turno, con il terzino di giornata Pisano (al debutto stagionale) protagonista in negativo in occasione di entrambe le reti. Sufficiente invece la prova del rientrante Pratali che ha limitato i danni contro l’erculeo Santoruvo e buona la prestazione di un Rivalta, ottimo in fase di copertura ma pressoché inesistente nella fase offensiva.

Ottima infine la partita di Sereni, tornato ai livelli che gli competono dopo il periodo buio della scorsa stagione e capace di salvare il risultato con balzi da campione in più di un’occasione.

Contro l’Ancona per “cementificare” la difesa, l’ex romanista Loria, tenuto precauzionalmente in panchina a Frosinone, potrebbe rilevare Pratali, con la quasi certa conferma di Ogbonna nel cuore della retroguardia granata al fine garantire alla difesa granata una maggior velocità nella zona centrale.

Non sarà certamente un impegno facile, quello contro i dorici, protagonisti la scorsa stagione di un’ottima partenza e da un girone di ritorno disastroso, con una salvezza rocambolesca grazie a due vittorie nelle ultime due giornate di campionato e a una combinazione di risultati incredibili a credersi alla vigilia che consentirono alla truppa di Salvioni di agguantare quei play-out poi vittoriosi contro il Rimini di Carboni.

Svetta nella squadra marchigiana capitan Mastronunzio, letale come il morso di una vipera nell’area di rigore avversario e che, dopo le 17 reti (più due nei play-out) messe a segno nelle scorsa stagione, anche in questa stagione è partito alla grande, con già cinque segnature all’attivo.

Da non sottovalutare inoltre l’apporto alla causa anconetana di Colacone, con l’attaccante di San Donato Milanese riscopertosi bomber a quasi 35 anni e capace di formare con la “vipera” Mastronunzio una coppia davvero complementare ed esplosiva, grazie anche alla verve del fantasista argentino Miramontes, tornato in Italia la scorsa stagione dopo una fugace apparizione nel Venezia alcune stagioni orsono.

Insomma una squadra da prendere con le pinze quella di Salvioni, che potrebbe mettere in grande difficoltà Di Michele e compagni prendendo come spunto la prova del Padova. Sarà importante pertanto tenere i ritmi alti e cercare di far girare più velocemente possibile il pallone e supportando con un adeguato e continuo lavoro di pressing la fantasia di Di Michele e di Gasbarroni e/o Leon. A tal proposito fondamentale sarà proporre un centrocampo ben più grintoso e continuo sotto il punto di vista della corsa rispetto a quello “ammirato” nelle ultime apparizioni. Perché quando i propri palleggiatori passeggiano eccessivamente, anche il Barcellona va in difficoltà.

E il pur ottimo Toro di Colantuono, rimane certamente lontano anni luce dall’abbagliante orchestra di marca blaugrana…

 


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Parola granata


Toro combattivo ma balbettante contro l'Albinoleffe. Ora attenti alla Salernitana

A cura di Daniele Parola

parola_granataÈ un Toro combattivo ma balbettante quello che ha superato l'Albinoleffe nel match di sabato scorso, al termine di una partita in cui i seriani avrebbero ampiamente meritato il pareggio.
Una squadra, quella granata, lenta ed impacciata in difesa e molle a centrocampo, con l'ormai solita incornata di Pratali ed il "killer instict" di Rolando Bianchi a togliere le castagne dal fuoco alla formazione di Colantuono.
Un Toro troppo lento e impreciso a metacampo, dove Diana e Coppola sono risultati troppo morbidi nel pressing palesando evidenti ritardi di condizione e dove la regia di Loviso ha lasciato parecchio a desiderare, con l'ex livornese dal raggio d'azione davvero limitato ed incapace di dare il là all'azione con la necessaria lucidità.
Certamente non da tramandare ai posteri neppure la prestazione del reparto difensivo granata, con la coppia Loria - Pratali lenta ed impacciata all'inverosimile ed un Ogbonna propositivo in fase offensiva ma ingenuo in fase difensiva e che ha messo in mostra una condizione fisica ancora non ottimale. Buona invece la prestazione di Rivalta, che ha svolto con ordine e precisione il proprio compito difensivo, proponendosi poco sulla fascia destra ma ripiegando non di rado al centro della difesa a raddoppiare sull'indiavolato Cellini, sempre vincente nel duello con un Pratali tanto letale nell'area di rigore avversaria quanto disastroso nei propri panni di difensore.
Bene come di consueto invece l'attacco, con un Rolando Bianchi che pur trovando pane per i suoi denti con l'attenta marcatura dell'ex sampdoriano Sala, è riuscito a timbrare il cartellino segnando una rete di astuzia ed opportunismo a puntellare una prestazione gagliarda e di gran sacrificio, da vero "guerriero granata" come era stato definito da Giancarlo Camolese.
In chiaroscuro invece la prestazione di Di Michele, sicuramente il giocatore dotato di maggior talento in campo ma che è risultato tanto funambolico nel saltare l'uomo quanto un po' troppo lezioso in alcune circostanze, quando forse sarebbe più opportuno calciare a rete piuttosto che cercare l'ennesimo dribbling.
Ottima e particolarmente volenterosa invece la prova di Gasbarroni, resosi protagonista di una gara di grande sostanza, con corse a perdifiato che lo hanno portato a svariare su tutto il fronte d'attacco a supportare con la consueta classe e fantasia il tandem Bianchi - Di Michele, facendogli però venir meno la necessaria lucidità per battere a rete con precisione.
Fondamentale infine il contributo di un monumentale Sereni, capace di salvare il risultato con alcuni interventi spettacolari che pongono ancor di più l'accento su una prestazione granata non particolarmente brillante e per ampi tratti di partita priva di quel mordente e di quella cattiveria agonistica indispensabili nella serie cadetta.
Una grinta e una determinazione che saranno quanto mai utili nell'impegnativa trasferta di Salerno, dove la truppa di Colantuono sarà chiamata ad affrontare la formazione di casa, ancora ferma al palo in fondo alla classifica e con un Brini già sulla graticola.
A dispetto della classifica, la formazione del vulcanico presidente Lombardi (da quest'anno anche sponsor della squadra con la sua impresa di costruzioni edile) è una compagine costruita per ambire a figurare nella parte sinistra della classifica della cadetteria.
I granata campani stanno risentendo pesantemente dell'assenza dell'estroso trequartista Merino, cresciuto nel fulgido settore giovanile del Barcellona. Il giovane peruviano infatti sarà costretto a restare in infermeria fino a novembre a causa di un grave infortunio subito nel precampionato che ne ha frenato la rincorsa verso un posto da protagonista nel calcio italiano iniziata lo scorso aprile con una spettacolare rete da oltre 40 metri contro l'Albinoleffe.
Nonostante l'assenza della propria punta di diamante, la Salernitana rimane una squadra da prendere con le molle e che può vantare in rosa elementi esperti ed estrosi come l'ex reggino Cozza, il grintoso mediano ex napoletano Montervino e soprattutto il bomber Dino Fava, ritornato alla Salernitana da poche settimane dopo la scorsa ottima stagione, spesa proprio alle dipendenza del club di Lombardi.
Da segnalare inoltre la presenza alle dipendenze di mister Brini dell'ex Peccarisi, protagonista con trentatre presenze della promozione granata firmata Zaccarelli del 2004/05, impresa poi resa vana dal fallimento del Torino Calcio targato Cimminelli.
Insomma un vero e proprio banco di prova, quello che attende i granata venerdì sera in uno degli stadi più belli d'Italia, di fronte ad un pubblico molto caldo e presumibilmente infuriato con i propri giocatori per il pessimo avvio di campionato.
Una partita molto importante e che fornirà delle importanti risposte al pubblico granata circa la reale forza della formazione allestita dal d.s. Foschi sotto la supervisione del presidentissimo Cairo.
A Salerno nel giugno del 2001 il Toro festeggiò la promozione raggiunta qualche settimana prima concluedendo il campionato con una vittoria per due a zero firmata da Maspero e dall'ex Artistico.
E chissà che venerdì non sia proprio l'ex Di Michele, a firmare una vittoria quanto mai indispensabile per non perdere il treno con le "fuggitive" Frosinone e Brescia e per permettere a Colantuono di scacciare al più presto i cattivi pensieri sorti al sottoscritto dopo le ultime due prestazioni dei granata, prove quest'ultime non propriamente esaltanti.


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