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Torino-Frosinone 3-1
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  • Karic : nn ti preoccupare sti personaggi non verranno da noi cuore granata.cairo parlando di società da vendere ha fatto si che stampa e tifosi lo mollassero un pò.cairo non è scemo ma come gestione sportiva purtroppo ha sbagliato tantissimo.
  • CuoreGranata : Siamo proprio autolesionisti! Ci mancava un pregiudicato nella storia del TORO!
  • ArrorkAcalm : Liverpool captain Steven Gerrard could daring an FA probe after he appeared to flash a V-sign at referee Andre Marriner during his side\'s 1-0 destroy at Wigan. Steven Gerrard gestures at referee Andre Marriner - 0 More Stories * Benitez slams poor Liverpool * Rodallega downs dire Liverpool * Early Doors: Liverpool in race recompense seventh The England midfielder was booked in the 81st moment of the Barclays Head of state League clash at the DW Arena following a brawny to
  • Karic : ultras la saclà al massimo la andrai a comprare al supermercato per la tua cena tt balle
  • Karic : il toro addosso per sempre

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Da non dimenticare e me ne fotto della champions..

Resistenza granata

Resistenza granata .... a cura di Andrèa Morè

Da non dimenticare e me ne fotto della champions..siccome il TORO è il meglio

resistenza_granataE’  la mano di mio Padre sopra la mia spalla che mi dice: non te la prendere
E’ la mia mano intorno a quella del mio nipotino
E’ questa puzza di umanità in questa Città come narici verso le nuvole, come erba che si trova uno spazio tra le crepe dell'asfalto su questo asfalto dimenticato, Via Giordano Bruno e dirige tutta una città nella sua dignità verso il cielo, mia Città fatta da un solo uomo: me.... te...
E' il lampione fioco, solo lui come il quarto di luna a ricordarsi di noi...
E' questo puzzo metropolitano che non avrebbe senso senza le mie narici ed i neuroni che si illuminano a cercare stanze ricche di minestre e letti di amori lontani
E' uno sguardo diffidente e coraggioso a scendere dal tram notte fonda
E’ il tubo del tram che tutto sà e tutto conosce
E’ la strada nera con un barlume di speranza al fondo del parabrezza, 6 del mattino..... una sola ombra che si delinea nella nebbia disegnata dalla mia anima...
E’ il Toro  …..


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Incontro fra Cairo e Tesoro per la vendita del Torino

News squadra

Colloquio esplorativo fra le parti.

cairo4E' durato poco più di due ore l'incontro, iniziato alle 16, tra Cairo e il Gruppo Tesoro. Tra il Presidente del Torino, il suo avvocato e i due fratelli Savino e Antonio c'è stato un colloquio esplorativo sulla possibilità degli attuali proprietari della Pro Patria di acquisire il club granata, un primo passo concreto per la cessione del Toro. Il Gruppo Tesoro, secondo quanto riferisce Sky Sport 24, ha manifestato il suo interesse reale all'acquisto della società, in Serie B come in Serie A, fornendo la massima disponibilità a tutte le verifiche possibili sulla propria solidità finanziaria, e ha chiesto a Cairo una valutazione economica del Torino Calcio. L'attuale proprietario ha preso tempo, pur assicurando ai Tesoro tutta la documentazione finanziaria per poter produrre una propria stima del valore della società.Forse l’attuale patron granata non si aspettava dei pretendenti così determinati in breve tempo.Dunque il primo contatto come previsto c’è stato, e come previsto al termine di tale incontro sono filtrate solamente notizie e dichiarazioni diplomatiche.Cairo resta in rigoroso silenzio,mentre non è esclusa nelle prossime ore una maggior disponibilità da parte della famiglia Tesoro al dialogo con i media.La sensazione comunque è che il discorso rimarrà aperto almeno fino alla fine del campionato, questo per molti aspetti.Primo su tutti la serenità che deve continuare a regnare nel gruppo guidato da Colantuono versa la conquista della promozione.
In secondo luogo il buon Cairo a seconda del risultato raggiunto potrà valutare e far rivalutare la sua posizione agli occhi della tifoseria.

Noi personalmente restiamo convinti che Cairo non voglia vendere.

Di certo l’esito finale di questa stagione, nel bene o nel male farà di sicuro pendere l’ago della bilancia da una parte oppure dall’altra.Un Toro di nuovo in serie A farebbe di nuovo gola a molti, anche allo stesso Cairo.
Per contro un Toro ancora in serie B, costringerebbe l’attuale patron ad abbassare le sue pretese.

Se son rose fioriranno si dice ….. ma per ora ci sono ancora tanti, troppi dubbi e perplessità.

Pensiamo alla squadra ed alla prossima partite contro l'Ancona ..... Che forse è decisamente meglio!


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Ancona-Toro è Mastronunzio-Bianchi

News squadra
Sabato sfida tra i bomber della serie cadetta

bianchi_nunzioSalvatore Mastronunzio contro Rolando Bianchi, ovvero la Vipera contro Rolandinho. Sfida nella sfida, duello personale che renderà più appetitoso il piatto di Ancona-Torino. In comune, la straordinaria propensione al gol: 17 il primo, 19 il secondo. Numerose e rilevanti le differenze.

Mastronunzio è uomo del sud, fa del sacrificio il suo stile di vita: abituato a partire dal basso, in carriera come in campo, serve prima la squadra e poi se stesso. Non aspetta la palla, se la va a cercare. Uno stakanovista. Rolando Bianchi, per gli amici Rolandinho, ennesima creazione del vivaio dell’Atalanta, è uomo del nord, ragazzo per bene, “casalingo” e pantofolaio. La polvere della C non l’ha mai respirata. Pronti-via, subito serie A. Poi la Reggina, quindi il Manchester City. Per farlo tornare in Italia la Lazio sborsò 12 milioni di euro. Oggi il Torino, il suo nuovo amore. Se Mastronunzio gioca per la squadra, la squadra gioca per Bianchi: classico re Mida dell’area di rigore, trasforma in oro quel che tocca. Con acrobazie e scatti fulminei. Le sue partite, a volte, durano un minuto: il tempo di segnare. Come all’andata: impalpabile per un match intero, è bastato un guizzo nel recupero per togliere la vittoria all’Ancona. Soli due gol separano Mastronunzio da Bianchi, con la Vipera che, peraltro, vanta in carriera una media superiore (0,35 reti a partita contro 0,30). Eppure, in termini economici, un abisso li divide: il Torino ha coperto d’oro il suo bomber, ch prende due milioni e mezzo a stagione. L’Ancona per Mastronunzio versò al Frosinone 70mila euro. E ci sono voluti due anni per regalargli un adeguamento di contratto che, tuttavia, scolora di fronte all’ingaggio del collega granata. “I dati anagrafici fanno la differenza – spiega Claudio Pasqualin, re dei procuratori italiani -. Quattro anni in più pesano. E poi per Mastronunzio c’è l’incognita serie A, per la quale è prontissimo, ma dove non ha mai militato. Se continua di questo passo, la valutazione più corretta si aggira sui quattro milioni. Uno come lui può fare il terzo attaccante in un club di medio-alta classifica di A: partecipa al gioco della squadra, fa movimento partendo da lontano e vanta ottime doti tecniche. Bianchi è più prima punta: costruisce poco, ma finalizza alla grande, toccando la metà dei palloni di Mastronunzio. Di solito gli attaccanti si valutano coi numeri. Avendo già vissuto i fasti della A, Bianchi si porta dietro le vecchie supervalutazioni: ecco perché il Torino, per venderlo, difficilmente si accontenterebbe di 8 milioni”. Ancona-Torino, Mastronunzio contro Bianchi. Chi vincerà? “Sarà una partita equilibrata e muscolare – prevede Pasqualin -. Il Toro ha l’obbligo di vincere, l’Ancona vive una sorta di miracolo, visti i noti problemi societari. Il disincanto e l’allegria di Salvioni incideranno. Ma il Torino di Petrachi si è trasformato in squadra operaia. A decidere potrebbero essere gli episodi. E i singoli”. La Vipera e Rolandinho sognano la copertina.

Dal Corriere Adriatico


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Taci ! .....

Il commento di mister Y

Il COMMENTO DI MISTER Y

gianTACI! SULLE SOGLIE DELLO STADIO NON ODO PAROLE CHE DICI UMANE

(Parole al vento i mean, Blowin in the wind)

Era una bella giornata di primavera, il sole era caldo e la temperatura di quelle che faceva pian piano dimenticare il rigido inverno.Giorgio mi diede appuntamento vicino alla piola (ora per essere trendy le chiamano vineria), il suo abbigliamento era in perfetto stile anni settanta, la giacca di lanetta a scacchi che se non fosse stato per la tonalità tendente al nocciola, la si poteva scambiare per il plaid di quelli che si usano per i pic nic o per scaldare le gambe delle nonne nelle fredde sere.I pantaloni, erano rigorosamente di color marrone scuro e un gilet verde scuro con collo a V era indossato sopra la camicia azzurro A.T.M. (ora GTT), chiusa sul collo dalla sua perenne e rigorosa cravatta color granata, ai piedi un paio di mocassini in tinta con i pantaloni e come tocco finale, indossava un occhiale da sole Persol, comperato forse da Berry in Via Roma.Giorgio mi aspettava, quel giorno avevamo un patto, se fossi stato bravo con il compito di aritmetica, mi avrebbe portato a vedere una cosa molto bella.Otto!!, la professoressa mi aveva dato un otto e correndo verso il luogo dell’appuntamento ero sorridente ed ansioso, ero bramoso di dare la bella notizia a Giorgio e al tempo stesso desideroso di scoprire quale fosse la sorpresa che c’era per me.Egli mi vide arrivare, mi sorrise appena, poi, diventò torvo in volto, era un atteggiamento consueto, amava giocare a fare il burbero, ma era una pasta d’uomo.Mi guardò e senza dare alcun segno di emozione, disse con il suo moto stentoreo “fammi vedere il diario”, vediamo se ti sei meritato la sorpresa!.Io avevo fatto “l’orecchio!” alla pagina per fare in modo che lui potesse aprirla subito e leggere il voto, invece, mi fece penare un pò, alla fine, il suo sorriso, quello che bene conoscevo, tornò ad illuminargli il viso, mi diede una carezza e disse “bene, te la sei meritata questa sorpresa, andiamo!”.Prendemmo il tramvai, e scendemmo alla fermata di fronte all’ingresso dei “poveri vecchi” (ora università della terza età) e dopo aver attraversato il corso Unione Sovietica arrivammo in una via dal nome americano, ma scritto all’italiana.Camminammo ancora poco, io come al solito guardavo tutte le vetrine, c’era un’edicola che esponeva l’album delle figurine Panini, io ricordo che sorrisi, l’album l’avevo già completato da un mese, grazie ad una colossale vincita a “colletto” con i compagni amichetti di classe, ricordo che dopo essermi accorto di aver completato l’album con le figurine mancanti feci quello che altri miei coetanei facevano quando si giocava a figurine ovvero “scarabìa”, cioè, con un gesto di assoluta solidarietà ed altruismo (in quel tempo si usava ancora) lanciai in alto il mazzo di tutte le mie figurine, che ricadendo sul selciato si sparsero ovunque e i miei compagni si lanciarono a raccoglierle, metterle in saccoccia pronti per ricominciare nuove entusiasmanti sfide.Mentre ero assorto nei miei pensieri, Giorgio si fermò e mi disse di voltare lo sguardo verso sinistra (cosa che feci sempre da quel giorno in poi), e mi disse “Eccoci” arrivati! e questa è la tua sorpresa!.Ohhhhh, stupore, i miei occhi brillarono, ricordo che il cuore iniziò a battere forte, ciò che vidi era una cosa che avevo sempre solo sentito nominare da Giorgio, ma che non avevo mai visto, era come una favola o una leggenda, quando sai che un posto esiste ma che non vedrai mai, invece ora, il castello delle mie fantasie era li e c’era tanta gente fuori e altra che entrava al suo interno.Quel castello incantato era lo stadio dove si allenava la mia squadra del cuore, ora non sapevo che dire, ero rimasto a bocca aperta mentre Giorgio, se la rideva di gusto, credo che la mia espressione fosse veramente buffa.Ero inebetito e quasi paralizzato, egli mi prese per mano e mi disse “andiamo”, così ci incamminammo dentro il castello e io ero ansioso di visitare tutto.Mi fece passeggiare un pò all’interno e spiegava volta per volta cosa stavamo guardando era tutto molto elettrizzante e io non sapevo cosa guardare per primo.Poi entrammo dentro lo stadio e ci sedemmo nella seconda fila della tribuna di legno, io guardavo il campo che a me sembrava un prato verdissimo e stupendo.“Grazieeeeeeeeeee, ti voglio beneeeeee!!!”, fu quello che gridai a squarciagola, tutte le persone presenti, si voltarono e sorrisero, io guardandoli mi accorsi che avevano tutti la stessa luce negli occhi, brillavano, quel posto era veramente magico e io ero all’interno della mia favola.Giorgio sorrise e mi disse di sedermi perché la sorpresa non era finita.Infatti dopo pochi minuti, vidi che entravano in campo delle persone, le riconobbi subito e pieno di entusiasmo e gli indicai ad alta voce i nomi di tutti quelli che stavano comparendo sul campo, come se lui non li sapesse.Un amico di Giorgio si sedette accanto a noi e si complimentò per la mia conoscenza della squadra, mi disse che era così che funzionava, in quel posto tutto era magico e ogni persona che vi stava all’interno diventava una cosa sola con il resto, era tutto un insieme di sensazioni e percezioni che rendevano tutto l’ambiente una cosa sola, unica, forte, dura e inseparabile.Giorgio aggiunse, questo posto è il tuo posto, ma poi disse una cosa che a quel tempo non capii, oggi certo che si, mi disse, “Questo posto è tuo, ma non lo è, questa storia è tua ma non lo è, tutto quello che vedi, che senti, che provi è tuo, ma non lo è” aggiunse “Caro tutto quello che vedi è tuo, ma è di tutti noi e tutti noi siamo una cosa sola, noi siamo granata”.Io sorrisi e gli dissi che avevo capito anche se non era vero, ero ancora troppo piccolo per capire.Con Giorgio, dopo quel giorno ci andai in quel posto magico tre volte alla settimana e senza smettere mai ho continuato ad andarci, poi un giorno Giorgio non potette accompagnarmi, la sua mano non tenne più la mia, ma io la tenni stretta lo stesso anche nei tre giorni la settimana in cui continuavo ad andarci.Nel posto incantato pian piano vedevo altri “Giorgio” che entravano tenendo per mano un ragazzo e tutti ripetevano le cose che avevo sentito, fino a quando, nessuno ebbe più la possibilità di entrare nel luogo magico, si spense una luce, la favola finì e il castello crollò.Io però non mi lasciai abbattere come il castello e decidetti di continuare ad onorare “Giorgio”, passandoci spesso, stranamente a volte piu’ di tre giorni la settimana, ci passo ancora di sera, in macchina, a volte scendo mi avvicino al cancello e volgo lo sguardo verso sinistra, come se da un momento all’altro io potessi veder arrivare Giorgio anche se so bene che lui, come tanti altri, non sono fuori dal castello, ma sono tutti li dentro seduti anche se non ci sono più le tribune.

Dedicato a Giorgio e a tutti quelli che non credono quel posto sia una proprietà privata non credono di esserne i proprietari e che sanno che quel posto è sacro, è di tutti e mio è tuo, è suo, è di tutti, senza distinzioni di credo, sesso, convinzioni ed ideologia e senza esclusive.

Ciao a tutti quelli come me , come te, come Michele, un grande abbraccio.

MISTER Y


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Contro l’Ancona per rientrare nel giro play off

News squadra

La trasferta di Ancona vale il sesto posto.

Per Colantuono è la grande occasione per tornare in zona A

Da leggo.it

colantuono_pensieroso2Il sorpasso. Da Ancona salpano tutti i giorni i traghetti per la Grecia e sabato alle 15,30 ne partirà uno speciale, con un panorama imperdibile. Destinazione play off, obiettivo serie A. Ancona-Torino vale il sesto posto. Le squadre sono distanti due punti, i granata inseguono.
Per Colantuono è la grande occasione di tornare tra le prime sei dopo tempo immane. Sale la febbre da “tutto esaurito” nel capoluogo marchigiano. E’ già caccia al biglietto. I biancorossi di Salvioni, che un anno fa lottavano per la salvezza, adesso si giocano una bella fetta di credibilità play off. Arriva il Torino, squadra che da sempre vanta nelle Marche molte simpatie e alcuni club importanti, come quelli storici di Pesaro, dove esiste anche una via dedicata al Grande Torino, e di Osimo, grazie alla cui iniziativa sabato sarà inaugurato a Sirolo, località turistica sulla riviera del Conero, un parco dedicato allo squadrone capitanato da Valentino Mazzola.
Ma la gente granata pensa al presente. Dopodomani, saranno più di un migliaio i tifosi che arriveranno da tutto il Centro-Sud per seguire live l’attesa sfida di Bianchi e compagni. Di Ancona è anche Renato Zaccarelli, scudetto nel 1976, uno dei più grandi calciatori dell’era granata, poi dirigente e allenatore sotto la presidenza Cimminelli. Ad Ancona tutto è dedicato al monte che la sovrasta: bar, strade, biblioteche. Perfino lo stadio: un po’ come a Torino per il “vecchio” Delle Alpi.
Ma a differenza dell’Olimpico per i granata, il Conero è per i marchigiani una vera e propria banca di punti, una garanzia di successo. In casa, la squadra di Salvioni è una schiacciasassi. Ha vinto dieci partite come Brescia ed Empoli, ma ha conquistato più punti di tutti: trentaquattro su quarantadue. Soltanto Lecce, Cesena, Sassuolo e Padova hanno salvato la pelle. Il Torino è avvisato. Mai nessuno è riuscito a violare uno stadio che l’anno scorso è caduto sette volte. Per fare un confronto, il Torino quest’anno ha perso già in cinque occasioni davanti ai propri tifosi.
Colantuono confida molto in questa trasferta, anche perché fuori casa il Toro ha un passo decisamente migliore: sei vittorie e quattro sconfitte. L’ultimo ko a Cittadella, la partita-farsa dopo l’aggressione al ristorante e l’ammutinamento di Di Michele. Al Conero non finirà a reti bianche. Finora, su quattro scontri tra i due club, il Torino ne ha vinti tre. Colantuono cerca il poker. E sarebbe una vittoria da sei punti.


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SABATO 13.03.10 - ORE 15.30
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